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Freno a mano tirato per le auto blu

Freno a mano tirato per le 400 auto blu nuove di zecca che il governo dei tecnici si apprestava ad acquistare. Avevamo sollevato la questione in un'interrogazione presentata due settimane fa dal collega Antonio Borghesi. Interrogazione che aveva trovato una risposta evasiva da parte del viceministro Vittorio Grilli.

Era assolutamente incomprensibile per noi l'idea di spendere ben 10 milioni di euro per l'acquisto di nuovi mezzi di servizio in un periodo in cui ai cittadini vengono chiesti solo sacrifici. Voglio ricordare che solo l'altro ieri l'Istat ha scattato una nuova e impietosa istantanea della nostra società, con metà dei pensionati costretti a campare con meno di 1000 euro al mese. Tra loro ben 2,4 milioni percepiscono un reddito addirittura inferiore ai 500 euro. E non parliamo dei giovani, che la pensione la vedono col binocolo. 3 milioni di loro sono talmente scoraggiati da non cercarlo neanche un lavoro, e una pensione non l'avranno mai. E noi ci permettiamo il lusso di scaldare i motori a nuove auto blu?

Era gennaio quando Monti preparò, su proposta del ministro Patroni Griffi, un DPCM sull'utilizzo delle auto di servizio e di rappresentanza da parte delle pubbliche amministrazioni per ridurre la spesa pubblica. Lo stesso ministro della Funzione pubblica parlava in quei giorni di "razionalizzazione della spesa". Come si spiega allora questo scivolone signor ministro?

Per fortuna, e lo dico con una punta di soddisfazione (non me ne vogliate) il governo è corso ai ripari annunciando che "non acquisterà nuove auto blu nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l'adozione di un'analoga impostazione". La nostra denuncia, e la rivolta del web, hanno portato allo stop degli acquisti ma non possiamo fare a meno di stigmatizzare la leggerezza con cui questo governo non ha bloccato il provvedimento in corso. A scanso di ulteriori "dimenticanze" annuncio, già da ora, che Idv presenterà una mozione per ridurre le auto blu, per bloccare l'acquisto di nuove vetture e per contestare il danno erariale agli amministratori che non rispettano la normativa. Il costo delle auto blu in Italia è mostruoso, stimato tra i due e i quattro miliardi di euro all'anno.

Già quest'estate avevamo proposto, nella nostra contromanovra, di dimezzarne il numero con decreto, per avere un risparmio netto di 2 miliardi di euro. Non potevamo, non possiamo e per un bel pezzo non potremo permetterci questo sperpero inutile di denaro pubblico.

GOVERNO GIU’ DAL PONTE! LO DICE IDV

Ieri, nell’Aula di Montecitorio, si è consumata una vera e propria guerra all’ultimo “eventualmente” sul Ponte di Messina, opera inutile, faraonica, una mostruosità più utile a soddisfare gli appetiti di qualche furbo disonesto e di qualche lobbies affaristica che ad avvantaggiare il Paese, il Sud e la Sicilia.

In breve la cronistoria di quanto accaduto, a voi le considerazioni finali. Il mio gruppo parlamentare ha presentato, a prima firma del collega Antonio Borghesi, una mozione per salvare il settore del trasporto pubblico locale, rimasto senza un becco di un euro in seguito agli indiscriminati tagli del governo ai trasferimenti alle regioni. Nella nostra mozione impegnavamo il governo “a reperire le risorse economiche necessarie anche eventualmente alla soppressione dei finanziamenti per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina”.

Era ed è, per noi, una questione di buon senso: in un momento come questo, è prioritario garantire diritti ai cittadini contribuenti come il trasporto pubblico o finanziare opere mastodontiche, inutili e faraoniche che non servono a niente e a nessuno? Il viceministro Misiti tentenna, inciampa, cade e si rialza ma Borghesi non molla e, alla fine, la mozione messa ai voti passerà con 284 si e 238 astenuti. Da quel momento, è cominciata la guerra di nervi a colpi di dichiarazioni stampa tra Misiti e Matteoli, il ministro delle Infrastrutture. “Parla a titolo personale”, dice Matteoli di Misiti. “La posizione del governo è netta, quella di Misiti ancor di più: il ponte si farà” risponde Misiti, alla fine di un’estenuante giornata. Sarà. Ma, ancora una volta, come accaduto per la mozione Irisbus, sono andati sotto, hanno combinato un bel pasticcio perché appesi ad un filo. Intanto, Italia dei Valori gongola e si gode la vittoria, non perché è nostra ma perché è una vittoria del buonsenso, in nome dei cittadini. Abbiamo costretto il governo allo stop ai finanziamenti per il Ponte, quello celebrato in pompa magna da Silvio. Li abbiamo buttati giù dal ponte. Per ora, è quello di Messina. Per il futuro, non tanto prossimo, si vedrà...