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Quei complimenti che indignano

Ieri, poco dopo l'arresto di Michele Zagaria boss dei Casalesi latitante da 16 anni, Nicola Cosentino, ex sottosegretario all'Economia, su cui pende una nuova richiesta di arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, per presunti contatti e aiuti al clan dei Casalesi, ha dichiarato: "La cattura di Zagaria è un segnale tangibile di come possiamo estirpare la camorra e ridare ai nostri territori martoriati coraggio e dignità". 

E ancora: "Mi complimento con le forze dell'ordine che ancora una volta hanno dimostrato di essere il fiore all'occhiello della nostra democrazia. Ne approfitto per ribadire la mia piena fiducia, qualora ce ne fosse bisogno, nella magistratura e nella giustizia italiana. In nome di questa fiducia e del rispetto che nutro ho deciso di rimanere in silenzio dinanzi all'ennesimo colpo per permettere che i magistrati siano gli unici miei interlocutori in questa fase. Mi scuso con la stampa e con i cittadini, ma è necessario uscire dal circo mediatico a causa di una parte minoritaria e risibile della magistratura che cerca fama attraverso la mia persona e la posizione politica che i miei tanti elettori hanno voluto conferirmi. E' soprattutto per loro, secondi solo ai miei figli, che andró avanti con forza nella ricerca della verità e di una giusta giustizia". 

La domanda sorge spontanea. Nicola Cosentino non si vergogna neanche un po’ a fare i complimenti alle forze dell’ordine per l’arresto di Zagaria? Le sue dichiarazioni sono surreali e indignano. Chi ha festeggiato l’arresto del boss si ricordi che la lotta alle mafia passa anche per la recisione dei loro legami politici e voti l’autorizzazione all’arresto richiesta dal tribunale di Napoli.

LIAM FOX, UN ESEMPIO. PER FRATTINI…

Liam Fox, un esempio. Per Frattini. Il nostro ministro degli Esteri si è presentato ad un incontro istituzionale con il vicepresidente albanese Meta accompagnato dall’ex direttore dell’Avanti. Tante analogie con il caso del ministro della difesa inglese, che è stato costretto alle dimissioni dopo essere stato beccato ad un incontro istituzionale accompagnato da un suo amico, spacciato per assistente. A scoprirlo fu un blogger italiano, Filippo Sensi sul suo sito. Noi abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Frattini, per due motivi: si è presentato ad un incontro internazionale accompagnato da uno che attualmente è latitante e perché ha mentito agli italiani sulla vicenda. Frattini, infatti, ha prima dichiarato in tv che Lavitola non era presente all’incontro, poi ha taciuto quando è stato sbugiardato dai video e dalle immagini della tv albanese. Insieme a noi, anche le altre opposizioni hanno chiesto le dimissioni, ma non è servito a nulla. Il silenzio del ministro Frattini sui suoi rapporti con Lavitola e sugli incontri istituzionali ai quali era presente l’ex direttore dell’Avanti è molto grave. Comprendiamo che si tratti di una vicenda imbarazzante per il ministro, ma i cittadini hanno il diritto di conoscere la verità e l’atteggiamento del titolare della Farnesina è tutt’altro che trasparente. D’altronde non ci si può aspettare molto di più da un esponente di questo governo. Per questi motivi riteniamo che Frattini dovrebbe prendere esempio da Liam Fox, il ministro della Difesa inglese che, per una vicenda simile, si è dimesso. Ma in Gran Bretagna non c’è Berlusconi primo ministro.