Taggati con: Lavitola
LIAM FOX, UN ESEMPIO. PER FRATTINI…
Liam Fox, un esempio. Per Frattini. Il nostro ministro degli Esteri si è presentato ad un incontro istituzionale con il vicepresidente albanese Meta accompagnato dall’ex direttore dell’Avanti. Tante analogie con il caso del ministro della difesa inglese, che è stato costretto alle dimissioni dopo essere stato beccato ad un incontro istituzionale accompagnato da un suo amico, spacciato per assistente. A scoprirlo fu un blogger italiano, Filippo Sensi sul suo sito. Noi abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Frattini, per due motivi: si è presentato ad un incontro internazionale accompagnato da uno che attualmente è latitante e perché ha mentito agli italiani sulla vicenda. Frattini, infatti, ha prima dichiarato in tv che Lavitola non era presente all’incontro, poi ha taciuto quando è stato sbugiardato dai video e dalle immagini della tv albanese. Insieme a noi, anche le altre opposizioni hanno chiesto le dimissioni, ma non è servito a nulla. Il silenzio del ministro Frattini sui suoi rapporti con Lavitola e sugli incontri istituzionali ai quali era presente l’ex direttore dell’Avanti è molto grave. Comprendiamo che si tratti di una vicenda imbarazzante per il ministro, ma i cittadini hanno il diritto di conoscere la verità e l’atteggiamento del titolare della Farnesina è tutt’altro che trasparente. D’altronde non ci si può aspettare molto di più da un esponente di questo governo. Per questi motivi riteniamo che Frattini dovrebbe prendere esempio da Liam Fox, il ministro della Difesa inglese che, per una vicenda simile, si è dimesso. Ma in Gran Bretagna non c’è Berlusconi primo ministro.
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SARKOZY E CAMERON EROI, SILVIO TRA ESCORT E LATITANTI
Sarkozy e Cameron in Libia, a farsi incoronare 'liberatori' del popolo libico (e a garantire a Francia e Gran Bretagna un posto al sole nello schacchiere mediterraneo), Berlusconi a occuparsi di escort e di amici latitanti. La differenza tra l'Italia e gli altri paesi occidentali è tutta qua. E, per carità di patria, taciamo su presunte intercettazioni in cui il capo del governo italiano definisce la Merkel in modo irriferibile ed irripetibile. Col rischio di provocare una crisi diplomatica e di far irrigidire la Germania, il che, mentre alla Ue si discute del salavataggio dell'Italia, non è proprio il massimo. Intnto l'Italia, secondo Confindustria, non cresce da più di dieci anni. Un Paese paralizzato, bloccato, immobile. Fotografia inquietante e drammatica di un status quo molto pericoloso. In questi giorni in Parlamento sia il Pd che l'Udc hanno mostrato, col voto contrario sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata da Idv, di non volere le elezioni anticipate. Sostengono che in questa situazione sia pericoloso andare a elezioni e restare senza governo. Posizione legittima, per carità, ma fallace, sbagliata. E' proprio il contrario: solo un nuovo parlamento e un nuovo governo possono tirare l'Italia fuori dalle secche e farla veleggiare verso approdi migliori e più sicuri. Le urne sono la soluzione migliore, con una nuova legge elettorale, che restituisca potere di scelta ai cittadini e la tolga alle segreterie dei partiti, che hanno portato in parlamento alcune persone inqualificabili. Ma cosa serve più di tutto quel che è successo e sta succedendo per capire che Berlusconi e il suo sgangherato governo non possono restare un istante di più alla guida del Paese? Ho la sensazione che gli altri partiti dell'opposizione stiano aspettando la fine del governo per consunzione, per logoramento. Aspettano che si cuocia da solo nel suo stesso brodo e pazienza se così si arriva alla scadenza naturale della legislatura, nel 2013... Sarebbe un errore drammatico. Non per noi, non per l'opposizione, ma per gli italiani, per le imprese, per i lavoratori, per le famiglie. Non si può più aspettare è il momento di agire. La canzone di Marinella ora la canta B.
"Questa di Marinella e' la storia vera...". Spiace citare un grande cantautore e poeta come De Andre' per parlare della segretaria di Berlusconi, interrogata come testimone per tre ore dai pubblici ministeri. In quest'Italia di fine impero succede anche questo. Che la segretaria storica e più fidata del premier venga ascoltata per pagamenti illeciti, per tentativi di estorsione ai danni del presidente del Consiglio. Che peraltro pareva piuttosto in confidenza con gli estorsori a quanto si legge sui giornali. La canzone di Marinella oggi la canta Berlusconi, non più De Andre' o la meravigliosa Mina. Un premier ricattabile e ricattato non puo' essere nocchiere di una nave in difficolta' durante la la tempesta. C'e' bisogno di gente seria e di competenza. Questo governo non dispone ne' dell'una ne' dell'altra. E si vede. La manovra e' diventata una sorta di gioco delle tre carte. Indovina dov'e' il provvedimento? Oggi c'e' domani chissa'. E la Borsa di Milano brucia il 4 per cento...e l'Unione Europea ci tiene di fatto commissariati. Napolitano interviene per chiedere responsabilita' e tempi rapidi nell'approvazione. Lo chiede a maggioranza e opposizione. L'opposizione ha fatto la sua parte, sempre, ma la maggioranza? E' una domanda retorica perche' sappiamo tutti la risposta: la maggioranza e' divisa e senza guida, senza idee e senza progetti. Non e' più nelle condizioni di governare. A questo punto l'unica responsabilita' delle opposizioni e' mandare a casa Berlusconi il prima possibile. In ogni modo (democratico s'intende) perche' l'interesse nazionale deve prevalere su tutto. Anche e soprattutto sugli interessi dei singoli partiti. Mr. B vada via, Italia non è "una merda"
"L'Italia e' il Paese che amo". Era il Silvio Berlusconi degli esordi, quello delle calze sulle telecamere, dei videomessaggi distribuiti urbi et orbi come il verbo del nuovo messia liberale. Era il 1994 e il Cavaliere sfoderava sempre il sorriso a 100 denti, le sue intemerate erano al massimo il "mi consenta". Erano bei tempi. C'era voglia di cambiamento. Poi venne eletto e l'Italia cambiò addirittura in peggio, perché il virus del berlusconismo ha contagiato istituzioni, politica, cultura, società. Ci vorranno anni per debellarlo. Insomma, quello era il Berlusconi degli esordi, con la carica pubblicitaria di un "Mastro Lindo" che voleva pulire il Paese. Oggi si riduce a parlare con un Lavitola qualunque, che se non sbaglio ora è latitante, e a dire "vado via da questo paese di merda". Uao, complimenti mister B. Proprio lei che lo governa da dieci anni (a parte i soli due anni di governo Prodi)?! Non si vergogna neanche un po' di queste parole?! In quella frase c'e' tutto il personaggio: uno che se ne fotte dei problemi dei cittadini e che pensa solo ai suoi interessi (i suoi affari sono saliti alle stelle da quando è in politica) e a salvare se stesso. Degli altri, degli italiani, non gliene frega niente. Presidente se lo ritiene opportuno se ne vada. Basta dare un'occhiata sulla rete per rendersi conto che moltissimi hanno preso questo sfogo (me ne vado) come un auspicio. Se ne vada mr B, ha già fatto troppi danni, ma non offenda l'Italia, che, nonostante questo governo di uomini piccoli piccoli, resta un grande paese. E si metterà alle spalle questo brutto periodo, dimentichera' lei, Bossi, Tremonti, il dito medio, i "vaffanculo", le mignotte, i bunga bunga, i ministeri al Nord (peraltro ancora chiusi perché l'importante è lo spot, la sostanza non conta). Se ne vada per la sua strada, l'Italia ha un lungo cammino da compiere. 

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