Taggati con: neve
"Marche day". Siamo con voi
Amministratori locali, imprenditori e cittadini marchigiani di fronte a Montecitorio. Una manifestazione per sollecitare un intervento di solidarietà al governo per il recupero delle risorse erogate a seguito dei danni provocati dall'alluvione del 2011 e dall'emergenza neve del mese scorso.
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ATTENZIONE ATTENZIONE DOMANI NEVICA
Attenzione, attenzione, una notizia dell’ultima ora di grandissima importanza: d’inverno fa freddo, le temperature calano, piove e talvolta nevica. Ripeto: d’inverno fa freddo. E pare che l’inverno arrivi con una certa regolarità anche in Italia, dopo attente osservazioni è stato possibile stabilire, con un ragionevole margine di certezza, che questa particolare stagione si ripresenta ogni nove mesi e pare duri intorno ai tre mesi. Certo, non ci sono ancora conferme scientifiche assolute, ma, al momento, pare che la situazione sia questa. Per questi motivi voglio scendere in campo e difendere il sindaco di Roma Gianni Alemanno e gli amministratori che si sono fatti trovare impreparati dall’emergenza maltempo. Chi mai avrebbe potuto preverede il freddo e la neve a ridosso dei cosiddetti ‘giorni della merla’? Nessuno e gli amministratori non sono tenuti a fare i meteorologi.
Perdonate l’ironia ed il fatto che torni a parlare dello stesso argomento in pochi giorni, ma trovo francamente assurdo che una nevicata, seppure forte e imprevista, possa mettere in ginocchio l’Italia, o parte dell’Italia. Capisco l’eccezionalità dell’evento, ma è il caso di interrogarsi sulla competenza delle amministrazioni nell’immediato, e soprattutto sui limiti infrastrutturali del nostro Paese.
Per anni ed anni i governi Berlusconi l’hanno menata con la storia delle grandi opere, del ponte di Messina, delle cattedrali nel deserto. Anni e anni di chiacchiere e fumo negli occhi dei cittadini. E noi, invece, a dire ‘guardate che prima di tutto servono le opere utili, la messa in sicurezza del territorio, le strade più larghe e sicure, nuove vie di comunicazione…’ e tante altre cose di buon senso.
Ma niente, la politica berlusconiana ci ha messo nell’angolo e si è andati avanti a forza di inaugurazioni farlocche, prime pietre posate a beneficio di cameraman e fotografi. Antonio Di Pietro provò a invertire la rotta nei due anni in cui fu ministro delle Infrastrutture, fece molto ma quell’esperienza di governo durò troppo poco per cambiare la situazione. Ora la politica ha il dovere di intervenire e di rendersi conto che, di fatto, l’Italia è immobile da troppi anni. Anche su questo misureremo la capacità di questo governo e vedremo se saprà imporre una svolta in direzione dell’interesse pubblico e non degli affari delle cricche e dei progetti inutili e megalomani.
RIMPALLI E PALLE... DI NEVE
Puntuale, come un orologio, va in scena il gioco del rimpiattino. Cosa fa la politica, rappresentata da un ministro o da un primo cittadino, quando ha palesemente mal governato un'emergenza con grave disagio per i cittadini? Di regola, dovrebbe assumersi le responsabilità, chiedere scusa e magari, ma questo appartiene al periodo ipotetico dell'irrealtà in Italia, dovrebbe dimettersi. Da noi, dicevamo, no. Si suona una musica diversa, sempre la stessa. Si spargono colpe a destra e a manca, si invocano improbabili commissioni di inchiesta e si formulano mirabolanti soluzioni. Si arriva, persino, a rimpiangere la Protezione civile guidata da Bertolaso.
Partiamo dai fatti, inoppugnabili. A Roma, per pochi centimetri di neve, è andata in scena la baraonda totale. Si dirà, ma a Roma la neve è un'eccezione. Giusto. Però c'è un ma, grande come una casa. La neve a Roma è stata un'eccezione ampiamente annunciata. Dunque, si poteva porre in parte rimedio, per tempo, ed evitare disagi ai cittadini, soprattutto quelli più deboli ed esposti alle conseguenze di una nevicata seppur eccezionale. Mi riferisco ai pendolari, a chi usa i mezzi pubblici per andare al lavoro e a chi, invece, fa uso dei propri mezzi, agli anziani rimasti bloccati senza aiuto.
"Sindaco, ha bisogno d'aiuto?". Gabrielli, capo della Protezione civile. "No, grazie, facciamo da soli". Cosa avesse in mente il sindaco di Roma quando ha pronunciato queste parole difficile saperlo. Dirà, poi, che la colpa è stata di Gabrielli. "Mi avevano comunicato un basso grado di emergenza". E quindi che si fa? Si rimane a guardare. Non si ordina di spargere sale sulle strade, di provvedere a munire gli autobus della capitale di catene, di precettare taxi muniti di catene. Si ordina di chiudere le scuole, quello sì, anzi, no: didattica sospesa, istituti scolastici aperti. Panico e confusione tra i genitori.
Le conseguenze di questo assurdo rimpiattino sono note ai più, soprattutto a quelli che l'hanno vissute in prima persona: automobilisti rimasti letteralmente imprigionati sulle principali arterie della capitale, 75 per cento degli autobus senza catene e quindi fuori uso, metro inutilizzabile per via del ghiaccio formatosi sulle rampe di accesso.
Invece di spargere sale, insomma, si spargono responsabilità. Al governo, che ha lasciato soli i comuni. Alla Protezione civile, passacarte. Alla regione e alla provincia, che non hanno responsabilità, ma buttiamoli nel mucchio. Poi si prende la pala, ci si mette a spalare neve con l'elmetto - sale rigorosamente da cucina che si sa serve a salare le pietanze non a scongelare le strade - a favore di telecamere e teleobiettivo, e si comincia il tour televisivo. Si chiede scusa? No, tutte le istituzionil locali e nazionali, dovrebbero farlo insieme. Ma quelle nazionali di più. Amen. Parola di sindaco.


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