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CALCIO, POLITICA ED ETICA PUBBLICA

Calcio nella bufera. Ennesimo scandalo, partite truccate, giri di scommesse, combine tra squadre, giocatori venduti, soldi, investitori internazionali, nomi in codice, schede telefoniche ‘sicure’. Cosa c’entra il calcio con la politica mi direte? Perché non occuparsi di cose più serie? La risposta è semplice. A parte che il calcio non è solo uno sport, ma è un fenomeno culturale e sociale di rilevanza mondiale, che i calciatori sono per milioni di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, dei modelli di vita, c’è una questione di fondo: il degenerare dell’etica pubblica nelle diverse sfere della società italiana. In Italia il concetto di etica pubblica è stato massacrato da vent’anni di berlusconismo. Scusatemi se torno a bomba sull’ex premier che tutti vorremmo relegare nel dimenticatoio, ma, come dissi anni fa,‘il problema non è Berlusconi, ma il ‘berlusconismo’. Che è ancora al potere, purtroppo. Il calcioscommesse è una questione politica. Non si può ignorare la gravità di quanto accade nella società italiana, che da anni, ormai, emana spifferi di marciume che si diffondono e inquinano ciò che toccano. Non possiamo permettere che lo sport, che dovrebbe essere veicolo di valori, di benessere, di messaggi positivi, diventi una cloaca. Senza demagogia e senza fondamentalismi lavoreremo per riformare il sistema del calcio e restituirlo ai suoi valori più profondi. Lo meritano soprattutto gli italiani, che seguono il campionato e le diverse competizioni con grande interesse. La politica ha il dovere di intervenire in un campo che incide enormemente sulla cultura dell’Italia e sui modi di vivere dei cittadini.