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Per chi non c'era, per chi crede che i delegati abbiano agito da "pecore", per chi, come Marco Travaglio pensa che l'acclamazione sia stata una barzelletta, porto una testimonianza: Io sono una dei 3600 delegati presente alla tre giorni del primo Congresso dell'Italia dei Valori. Siamo sempre stati accusati, a prescindere, di essere dei giustizialisti manettari, incapaci di discernimento. Abbiamo dimostrato il contrario!! Antonio Di Pietro, il pomeriggio del 5, ci ha chiaramente detto di essere in una fase "dilaniante" e ci ha spiegato che le ipotesi erano quattro:1)Dire NO e proporre un nostro candidato per la coalizione.L'unico in grado di poter rappresentare IdV in Campania è De Magistris. L'abbiamo chiesto e il neo deputato parlamentare non si è reso disponibile, per delle ottime ragioni s'intende.2) Dire No e andare da soli con un nostro candidato e comunque non avere, alla fine, la maggioranza, consegnando la Campania ad una protesi del condannato del PDL con richiesta d'arresto che il parlamento s'è ben guardato di concedere. Vedi, comunque, le motivazioni di cui sopra.3)Dire SI, senza condizioni, creando una frattura all'interno degli elettori IdV, che non avrebbero capito .4)Dire SI, con precise condizioni che il candidato del PD doveva assicurarci.La notte del 5 tutti i delegati di ciascuna Regione si sono riuniti per discutere se appoggiare o meno le indicazioni del nostro Presidente (la 4).E' stata una serata con discussioni tumultuose con tutti i pro e contro e valutando la figura di De Luca quale amministratore e verificando le ipotesi accusatorie in base alle informazioni disponibili, e cioè che non vi era nessuna accusa di interessi personali nella vicenda. Alla fine si è convenuto, a maggioranza, che solo il processo potrà stabilire se tali azioni di DeLuca e di tutta la sua Amministrazione hanno violato la legge per tutelare 200 operai licenziati messi su una strada. Si è deciso di assumerci la corresponsabilità della scelta e di sostenere uniti le indicazioni di Di Pietro e della maggioranza dei dirigenti di partito. E' stata una scelta ragionata e non spinta da fattori emotivi, consapevoli degli attacchi che sarebbero arrivati, chi in un senso, chi in un altro e che molto probabilmente ci sarà un costo in termine di voti. Ma abbiamo deciso in 3600 guardando al di là delle scadenze, preparandoci come Alternativa per un Nuovo Governo alla battaglia del 2013. Altro che barzelletta.Cosetta Sartori - IdV Padova

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