LA STANGATA DI SILVIO SUI PENDOLARI
Bugiardi. Sulle vere ragioni della nomina del neoministro Brancher – a tal proposito vi segnalo il concorso a premi indetto da Idv “indovina la delega” – e sulla promessa solenne che non ci sarebbero state nuove tasse. Venti giorni fa Berlusconi ha detto “le tasse non aumenteranno”. Meno di una settimana fa, gli ha fatto eco il ministro Tremonti “Se aumentiamo le tasse facciamo una cosa storta”. Ebbene, Tremonti e Berlusconi l’hanno fatta storta, grossa e storta per la verità. La manovra del governo, infatti, introduce un aumento del 5 per cento sulle tariffe autostradali – anche per quelle che più che autostrade sembrano mulattiere con lavori in corso perenni – e mette a pagamento percorsi stradali che fino a ieri erano gratuiti, tangenziali, raccordi e anelli che girano intorno alle grandi città. Per entrare a Torino e Roma, tanto per fare due esempi, si pagherà dazio: ad accogliere pendolari e lavoratori, che hanno scelto di vivere fuori città per ragioni economiche e vengono in città per lavorare, ci saranno i nuovi terribili e famelici “caselli piovra” i nuovi mostri partoriti dalla fervida mente di Tremonti. Hanno scelto di vivere in periferia non per vezzo, ma perché acquistare o prendere in affitto una casa in città è impossibile, visti i prezzi alle stelle degli immobili. La neo tassa non è questione di pochi spiccioli, di una manciatina di euro. Andata e ritorno, cinque giorni alla settimana, costeranno ad un lavoratore 120 euro al mese, 1.440 euro l’anno. Insomma, uno stipendio intero se ne andrà per venire a lavorare. E’ qui la vera schifezza. Con questa mossa che definire odiosa è poco, il governo introduce una tassa d’accesso per venire a lavorare e si accanisce sui lavoratori a stipendio fisso, sui pendolari, su chi le tasse le paga da sempre. E’ la riprova non solo che mettono eccome le mani in tasca agli italiani, ma le mettono sempre nelle tasche dei soliti, i meno abbienti, le famiglie, quelli che in un anno si ritroveranno a pagare più di tassa al casello piovra che di Irpef, mentre gli evasori fiscali continueranno a far festa. Ovviamente, su questo Italia dei Valori darà battaglia. Tra ddl intercettazioni e manovra economia sarà un luglio di fuoco per il governo e la maggioranza.
- Login o registrati per inviare commenti


Commenti
- Il giuramento dei governatori (di Alessandro Robecchi)Domanda: ma i governatori del centrodestra che ora rendono al governo in pacco dono le deleghe alla sanità e ai trasporti, sono gli stessi governatori del centrodestra che in marzo partecipavano alla pagliacciata del «giuramento» in Piazza San Giovanni, officiante Silvio Berlusconi? Ho riguardato il video e mi pare di sì. C'è la Polverini accanto all'anziano leader, che annuisce entusiasta. C'è Formigoni che sventola la bandiera del PdL e recita la formula del giuramento. Ci sono tredici aspiranti governatori di regione in estasi mistica davanti al loro padroncino, con un foglietto in mano (lui: «L'avete avuto il foglietto?») che leggono in coro. Era lo stesso comizio in cui il mister Bean di Arcore prometteva cento milioni di alberi e le piste ciclabili, quei poveretti giuravano con la mano sul cuore, tra uno sventolìo di bandiere e le strofe dell'immortale inno «Meno male che Silvio c'è». Ora, facciamo il punto, Silvio c'è, d'accordo. Ma di grana non ce n'è. Non dico per le piste ciclabili e cento milioni di alberi, ma nemmeno per le radiografie negli ospedali e i treni dei pendolari. Testo semplice ma efficace: «Nel nome della libertà prendo il solenne impegno a realizzare nella mia regione, in sintonia con il governo nazionale, tutti i punti del Patto per l'Italia presentato oggi dal presidente Silvio Berlusconi». Lo dissero in coro, leggendo un prestampato e non senza una certa commozione. Se qualcuno cerca una foto della classe politica che governa il paese, questa può andar bene. Se non vi piace questa, usatene un'altra. Magari la foto di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, indagato per altre faccende, che porta a Berlusconi un dossier costruito ad arte per far credere che il candidato governatore della Campania, Caldoro, Pdl ma sgradito ad altri Pdl, andava con i trans. Tutto falso, ma che importa? Poi via, a difendere la privacy dalle intercettazioni.Bisogna ammetterlo: c'è del sublime nell'autunno di questo regime da operetta. E poi, l'Italia è il paese che amo. Ma anche no, grazie.
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100711/pagina/01/pezzo/282258/