PUNIRE GLI EVASORI NON I CITTADINI

La manovra ‘lacrime e tagli’ del governo è pessima. Se siamo a un tornante della storia, come dice Tremonti, il governo l'ha preso molto male. La manovra taglia pesantemente i fondi agli enti locali e questo significa più tasse e meno servizi ai cittadini. L'aspetto più grave è l'assoluta mancanza di un progetto strutturale, oltre al fatto che a pagare il conto salato saranno sempre i soliti noti. E’ una manovra contro i cittadini, come contro i cittadini è questo governo, che tutela e ha a cuore solo interessi particolari. Ma criticare non basta, bisogna anche riuscire a fare delle proposte. L’Italia dei Valori martedì presenterà la sua ‘contromanovra’, che reperisce risorse con misure eque e punta anche al rilancio dell’economia, non solo al contenimento della spesa. Ieri il quotidiano ‘Il Fatto’ ha pubblicato un interessante articolo basato sulle proposte per la manovra di Peter Gomez e Marco Travaglio. I cardini della loro proposta sono:
1) Ritassare quelli dello Scudo fiscale di un altro 10%, misura che produrrebbe immediatamente 10 mld di gettito;
2) Istituire una cauzione sulle impugnazioni (al riesame, in Appello o in Cassazione, una somma da lasciare allo Stato se il ricorso si rivela infondato (fatti salvi i meno abbienti).
3) Terza proposta, assicurarsi che gli evasori finiscano, quando è il caso, in manette eliminando le soglia di non punibilità per i reati di evasione fiscale con un raddoppio delle pene.
Queste sono le mie considerazioni, pubblicate sul Fatto.
“Ritassare lo Scudo fiscale è un'iniziativa di grande equità sociale", dice ancora Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv, e stiamo pensando a una addizionale che porti la tassazione complessiva al 12,5% che è l'aliquota richiesta per le rendite finanziarie, quindi un 7,5% in più di quanto già pagato". L'Idv, dice Donadi, ha già elaborato una proposta di legge di riforma complessiva del sistema fiscale per spostare la fiscalità dal lavoro alla rendita, tassando i grandi patrimoni e le rendite speculative. Grandi patrimoni, si intende sopra i 5 mln o anche i 10 mln/€. Ma propone anche di istituire un nuovo "redditometro" che tenga conto del tenore di vita del contribuente e su quello elabori un reddito presunto. Al contribuente il compito di dimostrare se ha un reddito più basso oppure pagare in base a quanto lo Stato ha stabilito. "Non ci interessa uno ‘stato di polizia tributaria' ma solo ripristinare una seria lotta all'evasione con l'impegno a destinare il 50% del sovragettito alla riduzione delle tasse". Per quanto riguarda gli ‘evasori in galera', "non abbiamo problemi a dirlo - dice Donadi - ma in un Paese con due milioni di prescrizioni io penso che sia più efficace stabilire che tutti i beni di cui non è giustificabile la proprietà siano confiscati. La confisca è meglio della minaccia della galera".
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Commenti
- Già nel 2001 e 2003 vi erano stati altri condoni fiscali, nella speranza di fare emergerele ricchezze rifugiate all'estero da mezzo secolo, sotto il timore dei comunisti al governo e di un regime fiscale piùvessatorio.
- Nel quinquennio 2003-2008 l'economia è stata prevalentemente in crisi e pertanto non si sono potute formare larghe ricchezze da occultare
- i precedenti provvedimenti,collegati con i condoni ANCORA APERTI, davano già larga copertura per le infrazioni penali (compreso il falso in bilancio) mentre quello in corso copre solo i reati di infedele e di omessa dichiarazione
- il provvedimento non copre l'imposta sul valore aggiunto a seguito dellanota giurisprudenza della Corte di giustizia
per chi vuole maggiori informazioni..Victor Uckmar "LO SCUDO FISCALE"- ØIl sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Il Dettato costituzionale è chiarito perfettamente dalla espressione usata dall' On. Scoca, uno dei proponenti dell'Art. 53, (Sed. Ass. Cost. 23/04/1947). ”... Non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere...” (Sed. Ass. Cost. 23/04/1947). Dunque i Padri costituenti avevano il concetto di CITTADINO, di CONTRIBUENTE, ma soprattutto di CAPACITA' CONTRIBUTIVA, ovvero QUANTO REALMENTE UN CITTANDINO SI RITROVA AL NETTO DI TUTTE LE SPESE......!!!!!Ovviamente tutto restò nel dimenticatoio,dal momento che nel 1947 non esisteva alcuna ricchezza, salvo il PIANO MARSHALL ed il Mercato Nero.Nel 1971 veniva però approvata la LEGGE 825/71. Essa, riconfermati i due commi dell'Art. 53, stabiliva addirittura COME la DENUNZIA DEI REDDITI ANDAVA FATTA SECONDO LA COSTITUZIONE. . Sappiate che, secondo questa legge, in modo assolutamente aderente all'Art. 53 , LE TASSE VENIVANO CALCOLATE, MEDIANTE SCAGLIONI PROGRESSIVI, IN BASE ALLA CAPACITA' CONTRIBUTIVA, OTTENUTA DEDUCENDO DAL REDDITO COMPLESSITO, TUTTE LE SPESE, NEL LORO IMPORTO REALE. !!!!!!!Qualcuno ritrova traccia di questo nelle proprie denunzie ? Direi che è inutile anche solo cercare, dal momento che, nel 1973 avvenne un fatto incredibile. Anzichè applicare i principi della legge delega 825/71, con i benefici effetti che avrebbe potuto liberare, primo fra tutti la cancellazione della evasione fiscale, venne creato un GHETTO in cui rinchiudere i lavoratori a reddito fisso. I prigionieri di questo GHETTO erano condannati al prelievo diretto in busta paga. !!! Fuori da questo GHETTO restavano tutti quelli che, per influenza politica, potevano aprofittare del regime FORFETTARIO. Giusto per capire i termini, mentre la COSTITUZIONE parla di DETERMINAZIONE DELLA CAPACITA' CONTRIBUTIVA con un METODO ANALITICO-SISTEMATICO-DEDUTTIVO ,ovvero , defalcando dal REDDITO QUALUNQUE SPESA DOCIUMENTATA NELL'EFFETTIVO IMPORTO, gli Altri restavano nel diritto di DENUNZIARE QUELLO CHE VOLEVANO, (Regime Concordatario->Minimum tax->Parametri->Studi Di Settore->???)Ma questo..... è solo l'inizio ... ma fa capire come mai ora i soldi li devono tirare fuori i LAVORATORI DIPENDENTI piu' ESPOSTI..ovvero GLI STATALI!!!! Sono gli unici a tiro in questo momento.- Oggi, è più che mai necessario che i partiti (d'opposizione) si facciano un esame di coscienza per capire cosa vogliono dire ai cittadini. In termini di concretezza, e non di slogan. Lo slogan è stato l'arma dialettica di Berlusconi e del berlusconismo. Possibile che anche l'opposizione si sia appiattita sull'utilizzo dello stesso strumento?? La vogliamo smettere di scimmiottare Berlusconi e il suo linguaggio da strapazzo?
Sono d'accordo con Vendola nel definire questa manovra del governo di destra una “grande opera di macelleria sociale”. Sono d'accordo anche quando afferma la necessità di una ribellione forte, e della necessità di rivedere il sistema di contribuzione fiscale, che in Italia è altamente iniquo.- Va bene rivedere la tassazione di patrimoni. Dal momento che c'è un'esagerata sperequazione tra la tassazione del reddito da lavoro, e i redditi da patrimoni. Ma ciò prevede comunque mettere mano ad una riforma fiscale, che dia conto di una miglire e più equa distribuzione del carico.
- Va bene anche “l'addizionale ai redditi di cui allo scudo fiscale”. Ma questa sarebbe tuttavia un'operazione “una tantum”. Invece, la riforma fiscale RESTA.
- Non capisco, sinceramente, “che ci azzecca” la “cauzione sulle impugnazioni”. Vero è che siamo pieni di esempi di criminalità di “colletti bianchi”, ma è solo un aspetto della criminalità. In un sistema garantista, come giustamente è il nostro, che prevede più gradi di giudizio, la tassa sulle impugnazioni mi sembra una stupidaggine che fa bene il paio con quella del processo breve. Nasconde in sè uno slogan, ma mi appare del tutto priva di una sostanziale concretezza. Si appella alla rabbia di chi percepisce come ingiuste le misure economiche varate da un governo che tutto sommato “protegge la cricca”, ma nulla più.
"assicurarsi che gli evasori finiscano, quando è il caso, in manette eliminando le soglia di non punibilità per i reati di evasione fiscale con un raddoppio delle pene"