SCUOLA, DALLA PARTE DEI PRECARI
"I precari non li incontro, sono militanti politici". Quest'esempio di democrazia e' una perla, una delle tante, del ministro Gelmini. Decine di migliaia di questi 'militanti politici' saranno buttati fuori dalla scuola grazie alla riforma del ministro che in molti cominciano a chiamare Attila. Secondo Gelmini i precari sono troppi e non possono essere assorbiti tutti. Certo, quando si tagliano i fondi alla scuola pubblica e' proprio cosi'. Ma il ministro sa bene che nessuno ha chiesto l'assunzione immediata e permanente di tutti i precari. Affermando quello, bara, trucca il confronto politico. I dati dei sindacati sono chiari: dal 2008 hanno perso il posto 67.000 insegnanti, pari a due Alitalia all'anno. E' chiaro che il sistema dell'istruzione pubblica in Italia non così non regge, ma il governo con la sua politica di tagli sta affrontando il problema nel modo peggiore. Si sta, peraltro, massacrando la scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata. Un'altra brutta pagina per questo governo. L'istruzione e' un pilastro del sistema sociale di qualsiasi paese moderno ed avanzato, ma in Italia sembra che questo concetto non sia valido. Il corpo docente e' stato troppo spesso mortificato, quando invece andava valorizzato ed incentivato. E' a queste persone che affidiamo l'istruzione dei nostri giovani, sono loro a formare la futura classe dirigente del paese. Ed invece che succede? Tagli drastici e favori alle scuole private. Chiacchierare con i precari in questi giorni di protesta e' utile e da' la dimensione di quanto siano motivati e quanto tengano a questo lavoro. Il potenziamento della scuola, della scuola pubblica, e' una priorità nel nostro programma. Siamo vicini agli insegnanti che protestano e siamo pronti ad accogliere suggerimenti utili.
Inserito il 3 settembre 2010 /
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Commenti
- Lo capisce un bimbo ma non lei
- Nel film cinese La battaglia dei tre regni, andato in onda su Sky venerdì e ambientato nel 2° secolo dopo Cristo, un bambino chiedeva perché comprare libri, quando manca il pane. Il maestro gli rispondeva: «Quando sarai più grande capirai che il libro è il pane di domani». Un concetto così semplice che, in teoria, non occorrerebbe essere ministri per capirlo. Invece da noi in Italia, nel terzo millennio, c’è un ministro della pubblica istruzione che non vuole proprio capire e che appare in tv solo per citare cifre il cui senso, ammesso che abbiano senso, è che non ci possiamo permettere una scuola decente. Una scuola che consenta ai bambini di fare l’orario pieno, di essere sostenuti se ne hanno bisogno o magari semplicemente di stare in classi di non più di 25 alunni (come vuole la legge!) e non ammucchiati in aule fatiscenti, con docenti precari e malpagati. Persone che la signora Gelmini disprezza perché non faranno mai carriera come ha fatto lei.
05 settembre 2010 M. N. Oppo- 1. Gelmini: "200 mila precari nella scuola, è un numero spaventoso."
2. Gelmini: "Continuate pure lo sciopero della fame" (Beatrice Darci)- Nel nostro Paese non vi è mai stata una politica per la giustizia e per la sicurezza. In nome della giustizia il potere politico ha cercato di ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura come scolpita in Costituzione. Obiettivo prioritario è la sottoposizione del pubblico ministero al governo. Non vi è mai stato un impiego adeguato di risorse e mezzi che consentisse la realizzazione di una giustizia, al tempo stesso, rapida, efficiente e giusta e che garantisse alle forze dell’ordine strumenti per prevenire e reprimere reati. Il cattivo funzionamento della giustizia e della sicurezza è servente anche per realizzare progetti che conducono alla loro privatizzazione: stravolgimento dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, arbitrati, camere di conciliazione, esternalizzazione di servizi (come le intercettazioni), ronde. Nei governi eversivi guidati dal sultano di Arcore si è assistito al progressivo dissolvimento della giustizia quale realizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la giustizia come tutela e garanzia dei diritti di tutti. Si sono adottati provvedimenti punitivi nei confronti della magistratura per evitare che potesse continuare ad agire in modo costituzionalmente orientato. Si sta assistendo ad una escalation criminogena tesa ad approvare norme che garantiscano l’impunità del presidente del consiglio e delle cricche a lui sodali: dalla legge bavaglio allo scudo fiscale, dal processo breve al legittimo impedimento, dal lodo Alfano alla riforma della legge sui collaboratori di giustizia, dalla depenalizzazione del falso in bilancio alla sottrazione al PM del potere-dovere di indagare di propria iniziativa subordinando la sua azione alle informative di polizia giudiziaria. La sicurezza non viene vista come lotta alla criminalità in tutte le sue articolazioni, bensì come propaganda per la realizzazione di azioni repressive nei riguardi dei soggetti sociali deboli: immigrati clandestini, dissenzienti al pensiero unico dominante, emarginati. IDV presenterà, invece, un progetto per la Giustizia e per la Sicurezza nell’esclusivo interesse dei cittadini. La spesa pubblica non va tagliata in questi settori vitali per la democrazia di un Paese nei quali, invece, si deve investire in termini di persone e mezzi. Abolizione delle leggi ad personam e ad personas. La modifica dell’ordinamento giudiziario per impedire interferenze del governo attraverso la clava dei procedimenti disciplinari. Creazione dell’ufficio del magistrato valorizzando le professionalità presenti nel personale amministrativo. Consolidamento dell’autonomia dei singoli magistrati anche all’interno dell’ordine giudiziario per scongiurare interferenze interne. Semplificazione del processo civile e del processo penale eliminando formalismi inutili senza pregiudicare le garanzie delle parti processuali. Depenalizzazione cospicua dei reati a favore di sanzioni alternative al carcere. Ineleggibilità dei condannati per reati gravi. Rafforzamento del coordinamento delle forze di polizia e consolidamento della democratizzazione interna alle forze dell’ordine. Superamento delle leggi razziste ed eliminazione di ogni forma di criminalizzazione del dissenso. Un Paese è davvero democratico se garantisce la legge uguale per tutti e la sicurezza a tutti coloro che dimorano nel territorio nazionale. Il nostro obiettivo è quello di consolidare i principi sanciti in Costituzione e rafforzare i diritti di tutti. Luigi De Magistris
-->- La "destrutturazine" della scuola pubblica italiana, ad opera di un ministro incompetente e totalmente asservito (qualsiasi ministro appena appena più competente, avrebbe almeno tentato di fare qualcosa di meglio), rientra in un disegno di più ampia portata.
- I fondi "pubblici" destinati alla scuola pubblica, con varie motivazioni (spesso inesistenti) vengono "tagliati". La manovra di riduzione di spesa è sconcertante per la nebulosità dei suoi contorni. Una cosa è certa: chi vuole una scuola migliore, con più ampia gamma di materie anche da laboratorio, dovrà rivolgersi al "privato". E il privato costa, sia nella scuola che nell'Università. Avremo cittadini di serie A: quelli che avranno frequentato le scuole "d'élite", e quelli di serie B:i provenienti alla scuola pubblica, quella dei poveracci......E le vite, le carriere lavorative, ne saranno la più ovvia conseguenza.
- Ancora una volta, ci sarà la contrapposizione tra il ricco che può, e il povero (laddove il povero va dal ceto medio in poi) che si attacca......
Bel paese, l'Italia!!!!- Ora, per dire che la costituenda coalizione di centro-sinistra è PER, e NON SOLO CONTRO, o ANTI, direi che noi siamo PER:
- il dirittto allo studio in condizioni di pari opportunità, come prevede la Costituzione;
- il diritto al lavoro, sempre come previsto dalla costituzione;
- il diritto alla libera espressione, sempre come previsto nella costituzione;
- un'equa pressione fiscale, come previsto dalla costituzione;
- un Parlamento senza pregiudicati.....(scusate, questo è un proposito "anti".........correggo: un Parlamento CON persone PULITE);
- un'amministrazione pubblica priva di cricche (scusate, anche questo è "anti"......correggo: un'amministrazione Pubblica ricca di persone ONESTE);
- una GIUSTIZIA uguale per tutti, come previsto dalla Costituzione.
Potrei continuare, ma farei notte...................