INFORMAZIONE: L'IMPORTANTE E' NEGARE
L’importante, sempre e comunque, è negare. Chi non lo fa, si aspetti di tutto. E’ ciò che Silvio Berlusconi ha fatto dall’inizio di questa legislatura e continua a fare, come ha mostrato nei due giorni scorsi durante la sua “rappresentazione” parlamentare, nella quale ha raggiunto i massimi livelli. E’ quello che fa il primo giornale nazionale, o forse dovremmo dire l’”ei fu primo tg”, visto che gli ascolti precipitano rovinosamente, facendoci quasi sorgere il dubbio che la messa in scena stia per essere smascherata, nonostante la perfezione dell’intreccio. Già, perché bisogna dar atto al signor presidente del Consiglio di essere il perfetto regista di una sorta di soap opera che evidentemente convince molti, se, come è vero, l’Italia sembra semiaddormentata, come sedata, anche di fronte ai problemi gravissimi che l’attanagliano. Perché lui vuole che la realtà venga nascosta, ovattata da una verità rosea, come quella da lui stesso prospettata di fronte ai due rami del Parlamento. E così sia: questa è la verità che i mezzi d’informazione, ubbidienti e rispettosi, fanno arrivare ai cittadini e quando ciò non succede, è bufera. Come nel caso di Santoro, accusato di non rispettare il contraddittorio. Quel contraddittorio che il tg1 non manca mai di osservare, come nel caso del commento al discorso di Fini a Mirabello, quando c’erano Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: più pluralismo di così! Ma non finisce qui, perché Santoro, per queste accuse, è finito nelle grinfie di un Ag-com giudicante, il cui nuovo commissario è Antonio Martusciello, guarda caso tra i fondatori di Forza Italia, eletto con Berlusconi e sottosegretario nei suoi governi. Tutto, dunque, è sotto controllo. Niente è lasciato al caso da questo signore che si è impossessato dell’Italia e dell’informazione. E’ un fatto di una gravità assoluta e io credo che sia questo il problema da risolvere al più presto, la battaglia da combattere, prima ancora della vergognosa legge elettorale. E’ necessario che un governo tecnico riesca a smantellare questo sottilissimo e pericolosamente efficace monopolio dell’informazione. E’ importante che il Paese si svegli dal torpore, perché ignorare i problemi non è mai servito a nessuno e questo paese, di problemi, è pieno, primo fra tutti un governo e un premier ipocriti e bugiardi, da mandare a casa al più presto.

- Login o registrati per inviare commenti


Commenti
- Europa xenofoba di Manuel Castells
Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare il loro diritti, ma l'82% dei francesi che lo applaude. E' come qui marsigliesi che, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane alle chiese.Gli svizzeri sono stati più diretti, approvando per referendum il divieto di costruire nuovi minareti....Il divieto di indossare il velo integrale per strada( Francia, Italia) o negli edifici pubblici ( Catalogna) è un 'espressione di razizsmo e intolleranza mascherata da difesa delle donne( a cui per altro non si chiede neanche un parere). La xenofobia è in rapido aumento e sta diventando un atteggiaento maggioritario in Europa....... Ma a essere rifiutate sono solo certe culture e certe etnie.....I politici incitano o tollerano la xenofobia per meschini interessi elettorali. Alcuni lo fanno per guadagnare voti,altri per non perderli. E' un atteggiamento comune a quasi tutti i partiti e a tutti i paesi, salvo poche eccezioni. Le cause dell'aumento della xenofobia. La prima è la crisi economica e laumento della disoccupazione. Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche. La delinquenza, piccola o grande che sia, è associata all'immigrazione. In Spagna, per esempio, l'immigrazione è stata un fattore molto positivo per la crescita tra il 1995 e il 2005: ha contribuito ad aumentare l'offerta di lavoro e la domanda di beni e servizi per i nuovi residenti. Il tasso di delinquenza è più alto tra la popolazione autoctona chenon tra gli immigrati.Ma non insisterò nel contrapporre dati a emozioni, perchè non si tratta d un problema di conoscenza ma di sensazioni.E tra le sensazioni prevale la paura: paura di una globalizzazione incontrollata, di una identità culturae minacciata, di un'economia in crisi e dell'insicurezza del lavoro.Ma perchè dovremmo preoccuparci dell'ondata di razzismo che attraversa l'Europa? Dato che quanto restava dell'amore cristiano per il prossimo se l'è portato via lo scandalodei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perchè non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l'istruzione pubblica e la sanità?Prima di tutto perchè non possiamo: non c'è economia europea( salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perchè gli immigrati costano meno . Secondo, perchè ormai sono qui ci resteranno finche possono, se non migliorano le condizioni d vita nei paesi d'origine..Stiamo tornando alle guerre di religione? Obbligarli a rinunciare alla loro identità è una provocazine che rischia di alimentare uno scontro tra milioni di persone e reazioni estreme.Insomma, venire meno alla tolleranza e al rispetto dell'altro che ci inorgoglivano come europei è un viaggio senza ritorno....Mentre cerchiamo investitori cinesi per salvare l'industria dell'auto e capitali arabi per riportare a galla le banche, in un pianeta in cui l'Europa rappresenta il 15% della popolazione, ci resta solo il rispetto dei valori di tolleranza e di pace per farci sopravvivere in un ambiente competitivo e violento.Male che vada, perderemo. La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.