QUESTA LEGA FA SCHIFO
In ogni paese in ogni epoca storica, in ogni popolo, ci sono problemi e conflitti che scuotono a fondo le coscienze. E producono veleni e tossine. Ci sono, certo, anche tensioni geografiche, legate spesso alla storia ed ai popoli che abitano quei territori, che talora producono intolleranza. E queste intolleranze possono essere collegate anche ai flussi migratori, interni o esterni. Tra gli effetti deleteri di queste tensioni possono esserci episodi di razzismo e xenofobia. Il punto è che, in un paese civile, le istituzioni lavorano unite per sedare queste pulsioni e mantenerle sottotraccia, per
trasformarle in azione politica e con la politica ed i progetti cercare di risolvere i problemi. La Lega ha fatto l’operazione inversa: partendo da problemi reali, non si è proposta per dare soluzioni, ma si è limitata a dire ai cittadini del Nord - stanchi di devolvere parte delle loro tasse ad un Sud che non cresce mai, e oggettivamente colpiti dalla presenza eccessiva di clandestini- che non devono vergognarsi di odiare. SI è fatta carico dell’odio e gli ha dato rappresentanza politica. Ha dato dignità politica a questo’odio. La Lega non è la risposta, ma l’amplificatore di questi problemi e sparge sale
su queste ferite per calcolo elettorale. Una forza di questo tipo avrebbe dovuto essere fermata sulla battigia della politica. Nessuno avrebbe dovuto fare alleanze con chi vuole dare rappresentanza politica agli odi. L’ha fatto Berlusconi per primo, portando la Lega al governo e facendone il suo più fedele alleato. Ma lo ha fatto anche D’Alema, che definì la Lega una ‘costola della sinistra’. Così ci ritroviamo con la scuola di Adro, con le frasi sui ‘romani porci’, con la Lega che brandisce il vessillo della Padania come prospettiva, sempre meno folkloristica e sempre più politica, la secessione. E’ per questo che temo che i veleni messi in circolo dalla Lega alla lunga si riveleranno più disgreganti persino dello stesso berlusconismo. La lega ha dato la stura a all’odio ed al rancore e questi sentimenti negativi non si estingueranno in breve tempo. Anche per questo crediamo che il centrosinistra non debba più farsi condizionare dai tatticismi elettorali e non debba avere paura di dire che le parole della Lega fanno schifo. Fanno schifo le parole di Bossi e le parole del sindaco leghista di Adro. Fanno schifo le parole del sindaco leghista di Jesolo che ha negato una casa popolare ad un padanissimo cittadino di jesolo solo perché ha sposato una straniera. Fanno schifo le parole del sindaco che lanciò l’operazione razzista Bianco Natale invitando i cittadini a denunciare i clandestini il giorno della Vigilia. Non dobbiamo aver più paura di dirlo: tutto questo fa veramente schifo.
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Commenti
La contropartita? Dentro il Pdl raccontano come in quegli ultimi giorni della Pompei prodiana, Berlusconi chieda all'alleato Bossi il via libera per tentare l'operazione aggancio. E di come la manovra sia stata accordata dal Senatur, a patto che i due "ex" del Carroccio non vengano poi rieletti. Clausola che il Cavaliere, o chi per lui, mette subito in chiaro ai due, nel momento in cui viene prospettato il passaggio e la fittizia candidatura alle successive politiche (poi precipitate da lì a tre mesi). Ma allora che interesse avrebbero avuto i peones ad accettare l'offerta? Transitare per poi perdere il seggio? È qui che scatta la rete di protezione. La garanzia per entrambi, qualora non eletti, di mantenere comunque lo status economico da parlamentare, magari con una consulenza ad hoc. I fatti. Succede che, alle Politiche del 2008, tanto il giovane Pottino quanto il cinquantenne Gabana vengono candidati insieme alla Camera, lista Pdl, collegio del natio Friuli. Puntualmente non la spuntano: risultano primo e secondo dei non eletti. E accade che nel dicembre 2008, pochi mesi dopo l'inizio della legislatura, entrambi stipulino due distinti "contratti di lavoro a progetto" con il gruppo Pdl di Montecitorio, "in persona del suo presidente, Fabrizio Cicchitto", con tanto di firma in calce. Durata (art. 5 del contratto): a partire dal gennaio 2009 e "fino al termine della XVI legislatura". Compenso (art. 6): "Complessivi 120.516 euro annui al lordo delle ritenute", da corrispondere "in dodici rate di 10.043 euro". Né più né meno che l'indennità sommata alla diaria di cui godono gli onorevoli. Mancano all'appello solo i 4 mila del rimborso spese per portaborse. Bingo! Professionisti da gratificare per i servigi e la dedizione, consulenti meritevoli ("Considerevoli esperienze professionali nell'ambito delle comunicazioni istituzionali" è l'identica motivazione nei due contratti), da impiegare al gruppo. Il tutto, con soldi pubblici, i budget messi a disposizione dalla Camera, quattrini del contribuente.Ma si dà il caso che a Montecitorio, al gruppo Pdl, di loro non vi sia traccia (se non al libro paga). "Non risultano nei nostri elenchi, è sicuro che lavorino qui?" risponde la segretaria interpellata. "Forse potete provare al partito". Ma la risposta non cambia quando vengono contattati gli uffici di via dell'Umiltà. Repubblica rintraccia Gabana e Pottino al telefono a Pordenone. I due ex leghisti, oggi pidiellini militanti, forniscono nella sostanza la medesima spiegazione. Confermano di avere quel rapporto di consulenza ma negano la compravendita: "Non siamo stati affatto comprati, provenivamo già dal centrodestra". E ammettono di andare poco a Roma: "Ma solo perché è meglio lavorare qui in Friuli, ci dedichiamo alla costruzione del partito. Proveniamo dal Carroccio e chi meglio di noi sa come si lavora sul territorio?".