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NON CI RIPROVINO CON L’AMNISTIA

Il presidente Napolitano ha riproposto ancora una volta il tema dell’emergenza carceraria. Lo ha fatto in una lettera inviata al corpo di polizia penitenziaria in occasione del 195esimo anno dalla fondazione. Il presidente , tra le altre cose, ha scritto: “l'attenzione che parlamento e governo pongono ai problemi del carcere induce a confidare che il punto critico insostenibile cui essi sono giunti possa essere superato anche attraverso l'adozione di nuove e coraggiose soluzioni strutturali e gestionali che coinvolgano tutti gli operatori del settore e in particolare la Polizia Penitenziaria”. Siamo d’accordo con lui: servono soluzioni per affrontare l’emergenza carceri. Ma non l’amnistia, né un nuovo indulto.

Ogni volta che si parla della questione, ci si trova davanti alla polemica sull’ennesimo provvedimento di scarcerazione di massa spacciato come soluzione al problema. Non e' con l'amnistia che si risolve l'annosa questione del sovraffollamento delle carceri. Quello che serve è, sul piano del diritto, la certezza della pena e poi interventi concreti nel settore infrastrutturale carcerario.

Occorre garantire condizioni umane e civili a chi sconta una pena in carcere e, al contempo, mettere gli agenti di polizia penitenziaria nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con dignità. Misure tampone, come amnistia e indulto, non risolvono le questioni di fondo, anzi deprimono il diritto poiché rappresentano un atto di resa dello Stato di fronte all'incapacità di amministrare la giustizia. Per migliorare la situazione, c’è anche la strada della depenalizzazione dei reati di minima offensività.

Tale opzione non risolverebbe, però, il problema del sovraffollamento, considerando la minima incidenza di imputati e condannati in stato di detenzione per tali reati. Il problema è sempre quello dell'esorbitante numero di persone detenute in attesa di sentenza definitiva, circa il 60% della popolazione carceraria. Quindi, la soluzione rimane quella del funzionamento della macchina giudiziaria. L'Italia dei Valori ha proposto molte soluzioni, con appositi disegni di legge. Il governo ne prenda cognizione e potrà valutare la positività delle nostre indicazioni.  

IN ARRIVO UN NUOVO INDULTO MASCHERATO

Alfano -MaroniAlfano -Maroni

Il disegno di legge sullo svuota carceri è un nuovo indulto mascherato, ancora più ignobile perché la maggioranza vuole sottrarlo al confronto dell’Aula e approvarlo in silenzio, alla chetichella in commissione, in un’afosa giornata d’agosto, sperando che gli italiani in vacanza non se ne accorgano. Questo provvedimento è un colossale imbroglio. Il Governo mente quando dice che con questo ddl si manda ai domiciliari chi ha pene inferiori ad un anno. In realtà si dà il via ad un colossale “tana libera tutti”, perché, come ha già detto il capo della polizia Manganelli ed il ministro Maroni, salvo poi quest’ultimo rimangiarsi la parola, neanche se tutti i corpi di polizia fossero impegnati a fare questo 24ore su 24 si riuscirebbe ad espletare tutti i controlli dovuti. Il ddl svuota carceri è il tradimento di quella sicurezza e di quella legalità, di cui la maggioranza, Lega in testa, si è riempita la bocca in campagna elettorale e che, da quando sono al governo, tradiscono puntualmente nei fatti. La verità è che a questo governo e a questa maggioranza, della sicurezza , della legalità e della giustizia, non gliene frega niente. L’unica giustizia che interessa alla maggioranza, complice la Lega, è quella che riguarda il premier.  Serve un nuovo piano carceri, servono fondi agli operatori della giustizia, servono riforme complessive dell’ordinamento della giustizia, come ha chiesto più volte Italia dei Valori. Loro, invece, sfornano un ddl delirante che stabilisce un anno di bonus a tutti i delinquenti e pretendono di approvarlo nelle segrete stanze del palazzo, complice il silenzio di media compiacenti. Italia dei Valori girerà tutte le piazze italiane per denunciare questa ennesimo provvedimento vergognoso i cui effetti ricadranno sui cittadini italiani.