BRANCHER AL MINISTERO BARZELLETTA
Aldo Brancher
Aldo Brancher è il nuovo ministro per l’Attuazione del Federalismo del Governo Berlusconi. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Di tutto ha bisogno questo Paese tranne che di un nuovo inutile ministero, per di più sul federalismo, che un giorno si e l’altro pure questo governo rinnega nei fatti. Ci vengono a parlare di federalismo ma poi ogni loro atto o iniziativa va nella direzione opposta. Ogni giorno lo rinnegano però si inventano il ministero ad hoc. Questa, a casa mia, si chiama presa per i fondelli. In Parlamento, abbiamo appena finito una discussione fasulla sul codice delle autonomie degli enti locali, un provvedimento fondamentale, a detta del governo, per la grande rivoluzione federalista. In realtà, il Codice delle autonomie va nella direzione opposta del federalismo, perché toglie competenze a comuni, province e regioni e dei tanto strombazzati tagli che avrebbe portato con sé ne è rimasto solo uno: un taglio ai tagli, cioè hanno deciso di non tagliare nulla. Per non parlare poi del provvedimento sul federalismo fiscale che abbiamo approvato in Parlamento più di un anno fa ma che ormai è vittima della sindrome del gambero, un passo avanti e tre indietro. A quanto detto prima, si aggiunga il triste capitolo dei finanziamenti per le grandi infrastrutture delle regioni del Nord, sospesi dal governo da più di un anno, quelle stesse regioni dove la Lega fa proseliti ma che in realtà ricevono solo sonore prese in giro da Berlusconi e Tremonti. Si riempiono la bocca di tagli agli sprechi e ai costi della politica e poi vanno ad inventarsi un nuovo ministero “barzelletta”, con un ministro designato di cui poi vi dirò, che comporterà inevitabilmente costi per decine di milioni di euro, tra personale, uffici, strutture, ecc.. Sulla crisi dormono il sonno dei giusti. Però poi sono bravissimi a moltiplicare le poltrone della politica. A chi serve questa ennesima poltrona? Agli italiani o a Berlusconi per tenersi buona la Lega, quella che urla Roma ladrona al Nord, ma che a Roma sta benissimo? Siamo alla solita pagliacciata. Ma ciliegina sulla torta è il profilo del nuovo ministro, Aldo Brancher, colui che, a quanto si legge nei libri di Marco Travaglio e Peter Gomez, è passato dalla prima alla seconda Repubblica attraverso le aule dei tribunali. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte. E veniamo alle opere e ai giorni di Brancher degli ultimi anni secondo il Corsera di oggi: indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani all’Antonveneta e tre mesi nell’ambito dell’inchiesta su finanza e riciclaggio. Ce ne è abbastanza per cominciare a chiederne le dimissioni da domani.
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Commenti
- ROMA - Pd e Idv presenteranno insieme alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti del ministro per il Decentramento, Aldo Brancher. Il presidente del gruppo democratico, Dario Franceschini, ha lanciato l'iniziativa raccogliendo l'adesione immediata dell'Italia dei valori. L'Udc si è invece chiamato fuori per non dover sottoscrivere una mozione unitaria con l'Idv."La nomina del ministro Aldo Brancher - ha spiegato Franceschini - assume caratteri sempre più oscuri, da chiarire immediatamente. Non basta la rinuncia al ricorso al legittimo impedimento, la vicenda resta inqualificabile". Il capogruppo democratico ha precisato che il suo partito presenterà una mozione di sfiducia individuale sulla base dell'articolo 115 del regolamento della Camera, che prevede la sottoscrizione di almeno 63 deputati per le mozioni di sfiducia, nonché il voto per appello nominale. "Comincerà subito la raccolta delle firme - ha garantito - e ci impegneremo affinché il sostegno sia il più ampio possibile. Se nel frattempo il ministro Brancher decidesse di dimettersi, farebbe un servizio al Paese".I cronisti hanno chiesto a Franceschini se la mozione sarà unitaria per i gruppi parlamentari di opposizione. "Le mozioni di sfiducia - ha risposto - non le sottoscrivono i gruppi parlamentari, ma i singoli deputati. Noi presentiamo la mozione e poi chiederemo di sottoscriverla al maggior numero di deputati possibile".Il partito di Antonio Di Pietro ha in ogni caso assicurato la sua adesione. Il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, si è detto "molto soddisfatto" dell'iniziativa. "E' passata la nostra linea - ha affermato - la rinuncia al legittimo impedimento non ha spostato di un virgola la questione politica e questa vergogna istituzionale si può cancellare solo con le dimissioni del ministro Brancher''. Donadi ha quindi osservato che se fosse vero il veto dell'Udc per una mozione unitaria, si tratterebbe di un "episodio patetico"L'Idv ha anche annunciato che presenterà domani un'interrogazione al governo per avere chiarimenti sui motivi della nomina a Brancher di ministro e quali siano le funzioni per lui previste, visto che sulle deleghe non c'è ancora chiarezza 1. "In questo momento non occorrono distinguo - ha precisato Di Pietro - ma è fondamentale che ogni singolo parlamentare risponda alla sua coscienza e ai cittadini su un atto di una gravità inaudita. Brancher è stato nominato ministro solo per non farsi processare e questo è un atto non solo immorale ma che umilia profondamente le istituzioni e la democrazia. Noi ci appelliamo a tutti i deputati, al di là degli schieramenti, affinché appongano le loro firme su un atto di sfiducia che potrà ridare dignità all'azione politica di questo Parlamento".Più sintetico il commento di Umberto Bossi: "Il caso Brancher? "E' chiuso, basta". Il ministro delle riforme per il federalismo ha deciso di non commentare la mozione di sfiducia e si è limitato a dire che "è stato fatto un errore sulle deleghe". Il settimanale "Famiglia Cristiana" ha invece espresso un giudizio molto duro sul caso. L'editorialista Beppe del Colle ha definito Brancher un "ministro del nulla", nominato "in funzione dell'ennesima legge ad personam, per sottrarre i politici alla giustizia, mentre si tradisce la Costituzione sui temi della legge uguale per tutti, della libertà di stampa e dei fini sociali in tema di economia di mercato. La maggioranza è divisa su tutto, tranne che sull'ossequio devoto (almeno a parole) al capo del Governo. Che differenza con la politica di alcuni anni fa''.
(29 giugno 2010)http://www.repubblica.it/politica/2010/06/29/news/brancher_il_pd_presenta_mozione_di_sfiducia-5250505/?ref=HREC1-3 Posto che, come sempre, l'UDC si comporta come lo "scrutatore non votante", almeno su questa questione, pare ci sia una buona intesa con il PD......- Il silenzio di Brancher
Era stato un grande atto di responsabilità e anche di prudenza. E ne va dato atto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Aveva portato dentro il governo un suo ex dipendente sotto processo per appropriazione indebita, ma si era premurato di nominarlo ministro "senza portafoglio". Per la tranquillità di tutti. Purtroppo, e ce ne duole, tanta sensibilità istituzionale non è stata premiata. Anzi il premier è ora costretto a sopportare una nuova figuraccia. È davvero troppo. E siamo certi che Aldo Brancher - ministro senza portafoglio e senza pazienza - avrà la cazziata che si merita. Anche se, nella sua indulgenza, alla fine il premier lo perdonerà e non li toglierà da sotto il sedere la poltrona ministeriale. Se non altro perché nessuno ancora sa quale poltrona sia (ministro del "federalismo"? Del coordinamento spaziotemporale? Dei giunti cardanici?). E pochissimi, d'altra parte, sanno le precise ragioni per le quali l'ha avuta quella maledetta poltrona. Sì, evitare il processo, questo ormai è ufficiale. Ma parliamo delle ragioni originarie. Quelle che sono note a Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e al medesimo Aldo Brancher.Un tipo frettoloso. Anche i suoi amici, gente che di queste faccende se ne intende, lo criticano. Sarebbe bastato che si presentasse nell'aula del tribunale, balbettasse qualcosa, e avrebbe trascorso un'estate serena per poi far valere il "legittimo impedimento" in una delle udienze successive. Invece Brancher ha voluto usarlo subito, come un bambino che apre i pacchi alla vigilia di Natale. E nell'euforia deve aver pensato di essere ministro per davvero: «Devo organizzare il mio ministero», ha proclamato l'altro ieri nello stupore generale. E così gli è arrivata sul cranio una nota della presidenza della Repubblica che da sola, anche se non ne fosse seguita una furente richiesta di dimissioni da parte dell'intera opposizione, cose mai viste, avrebbe indotto chiunque a ritirarsi dal governo, dal parlamento e, magari, anche dall'Italia. Soluzioni che, naturalmente, Aldo Brancher non prende in alcuna considerazione. Starà incollato al suo posto. E si ricorderà che la pazienza è la virtù dei forti.Di gente come Marcello Dell'Utri, per esempio. Sempre in parlamento e sempre imputato. Sempre libero, salvo una breve parentesi, e oggi, giorno della sentenza d'appello, chissà... magari anche innocente tra prescrizioni e derubricazioni. O come Vittorio Mangano il quale - erano altri tempi - non potè mai diventare parlamentare. E sopportò, in silenzio, dall'ergastolo, il peso dei suoi segreti. Noi, purtroppo, sopportiamo quello di Aldo Brancher. Il quale, col suo ministero senza portafoglio, costa comunque alle casse dello Stato un milione di euro. La stessa cifra, per coincidenza, della quale è accusato d'essersi indebitamente appropriato nel processo che tenta di evitare. Ma perché mai un personaggio così è stato nominato ministro? Perché Umberto Bossi ha dovuto ingoiare questo colossale rospo e Berlusconi questa vergogna? Silenzio, Brancher. La tua poltrona, a qualunque cosa serva, è d'acciaio.- Duemiladieci battute di Francesca Fornario
- Serve un ministro delle Bolle della Plastica Da Imballaggio?
- Colloquio tra Berlusconi e Ghedini. «Ehi, Capo...». «Niccolò? Sei tu?». «Sì!». «Ma dove sei?». «Qui!». «Qui dove?». «Nella vasca dei piranha. Mi vedi? sono quello con gli occhiali». «Che diavolo ci fai lì dentro?!». «Ho il blocco dello scrittore. Non so cos'altro inventarmi per non presentarmi in tribunale a deporre sul caso Favata. L'ultima trovata, nominarlo mio consulente per la legge sulle intercettazioni, era così dadaista che ho vinto la Biennale d'arte astratta battendo un tizio che frigge gli specchietti retrovisori dei taxi e poi se li mangia». «Ma è tutto il giorno che ti cerco, dobbiamo risolvere il problema di Don Gelmini rinviato a giudizio per molestie!». «Sì, ce l'ho: ministro... ministro... accidenti, maledetto blocco dello scrittore!». «Concentrati!». «...Ministro della mano morta!». «Ma no, mi serve qualcosa per tenermi buono Bossi, una cosa tipo Ministro della Padania, ministro dei rapporti con i Celti...». «Ci sono: Ministro dell'Attuazione del Federalismo!». «Sveglia, l'ho appena fatto, è Brancher. Dovevo, era citato nei verbali di tante di quelle inchieste che i magistrati, per fare prima, hanno ordinato il computer con il tasto Brancher». «Ministro per il Federalismo dell'Attuazione?». «Senti, mi rendo conto che non è facile evitare ripetizioni: la lista dei ministri è più lunga dei titoli di coda di Guerre Stellari, ma non possiamo voltare le spalle agli amici che hanno bisogno del legittimo impedimento, perciò sforzati». «Ministro delle attività improduttive? Ministro della mezza età o... ci sono: Ministro delle Bpiccdsdas!». «Eh?» «Ministro delle Bolle della Plastica Da Imballaggio Che Ci Si Diverte a Scoppiarle. Minzo ci monta un bel servizio tipo: Esplode la mania della plastica da imbalaggio, interviene il Governo...». «Ottimo. Ho solo una perplessità: sicuro che non lo abbiamo già fatto?». «Così, su due piedi, mi pare di no...». «E Fitto?». «Giusto... no, aspetta, Fitto è ministro per... per i rapporti Occasionali?». «Non lo so, non è che me li posso ricordare tutti».
20 giugno 2010http://www.unita.it/rubriche/fornario/100197