GOVERNO TECNICO: SI O NO?

Le fibrillazioni all’interno della maggioranza aumentano giorno dopo giorno. Ormai tra Berlusconi e Fini è guerra aperta. La maggioranza, intesa come coesione e condivisione di un progetto, non c’è più ma non per questo il governo cadrà, o comunque, cadrà subito, perché il governo Berlusconi non è mai stato tenuto insieme da un progetto politico ma solo da interessi e ricatti reciproci tra Berlusconi e Bossi. Per questa ragione, anche se una caduta del governo è, a questo punto, possibile non la ritengo all’ordine del giorno. Tuttavia, l’ipotesi che questo governo cada e che ad un certo punto della legislatura si profili il bivio tra l’immediato ritorno alle urne ed un governo “tecnico a tempo”, non può più essere esclusa. Come io la penso sui governi tecnici e sulle maggioranze trasversali lo dico, credo, con chiarezza, nell’intervista rilasciata ieri a “Il Fatto quotidiano” che riporto di seguito. Credo tuttavia che tra un principio generale ed astratto e la valutazione di un caso concreto ci debba stare in mezzo un’attenta valutazione. Lo chiedo dunque a voi: tra elezioni immediate, con questa legge elettorale e con questa Rai, e con Berlusconi dall’altra parte, ed un governo tecnico che, in un anno e mezzo cambi la legge elettorale, approvi una seria legge sul conflitto di interessi, cancelli le leggi ad personam e deberlusconizzi la Rai (come auspicava ieri Flores d’Arcais dalle colonne de il Fatto) cosa dovrebbe fare Italia dei Valori, sapendo che un simile, per quanto ipotetica, maggioranza non potrà mai fare a meno dei numeri dell’Udc e dei finiani? Fatemi sapere cosa ne pensate.
Ecco l'intervista al "Fatto Quotidiano".
Nessun Governo tecnico e nessun accordo con pezzi dell’attuale maggioranza. Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, non è d’accordo con la proposta del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (“Se il Governo non ce la fa, dobbiamo pensare a qualche altra ipotesi”).
Onorevole Donadi, il governo è arrivato al capolinea? Non credo, anche se il conflitto tra Fini e Berlusconi è vero e profondo. Il premier è un corruttore a tutti i livelli, e quindi anche della politica. Dunque, se dovesse rompere con Fini, userebbe le armi della persuasione per ridurre le perdite dei parlamentari. Non vedo crisi dietro l’angolo.
Allora la maggioranza tiene? Non vedo una sua deflagrazione. Ma è evidente che si sta avvitando su se stessa ed è in uno stato sempre più confusionale. Ma la crisi di questa maggioranza non significa crisi di governo.
Bersani ha dichiarato che bisogna pensare a qualche altra ipotesi se il governo non ce la fa, tendendo la mano a Lega e finiani. Voi siete d’accordo? Crediamo che oggi il centrosinistra farebbe bene a ricostruire il suo fronte, che è sfrangiato e frantumato. Individuiamo la nuova leadership del centrosinistra, ma senza inseguire Fini, l’Udc o altri. Con le manovre di Palazzo il consenso che si ottiene è inesistente. Per questo c’è una grande perplessità dell’IdV di fronte a questo tipo di progetti.
Quindi non entrereste in un governo tecnico? I governi tecnici, per quanto ci riguarda, spesso sono antidoti peggiori del male. Oggi pensiamo che si debba rimettere in campo un progetto vincente, invece di inseguire progetti di maggioranze alternative che noi oggi non vediamo. Solo il voto è un principio per stabilire una maggioranza.
Sono possibili le elezioni anticipate? E’ uno scenario che esiste sempre in questa legislatura, visto che si basa su un doppio e reciproco ricatto tra Berlusconi e Lega. Casomai venisse meno, il voto è dietro l’angolo.
Franceschini ha dichiarato che il Pd è pronto a votare gli emendamenti dei finiani al ddl sulle intercettazioni. Potreste farlo anche voi? Noi faremo una valutazione di merito. Crediamo che questa legge sia inemendabile, sia un tale obbrobrio che non si può migliorare. Ma se ci sono singoli emendamenti per limitare il danno ben vengano.
Anche in questo caso, l’apertura di Franceschini ha una valenza politica più generale… Ma per noi ci sono e ci saranno in Parlamento solo questioni di merito.
Cosa dovrebbe fare Napolitano? Sta facendo le cose giuste: ha richiamato la maggioranza al rispetto del principio costituzionale su manovra e intercettazioni. Poi però è evidente che le scelte tecniche spettano alla maggioranza: il Presidente valuta in merito alla congruità alla Costituzione.
Che tipo di opposizione farete allora? Continueremo con la nostra opposizione. Al di là del mare di sciocchezze interessate che vengono dette sull’opposizione dell’IdV, noi non facciamo sconti. E sulle intercettazioni faremo una guerra senza confine in Parlamento.
da "Il Fatto Quotidiano" - di Wanda Marra - 4 luglio
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Commenti
- La calma di Fini e l’accordo prematrimoniale con Silvio
Come mai ogni volta che Berlusconi minaccia Fini di sfaceli e sfracelli seguono scelte del tutto opposte: come, ieri, le dimissioni di Brancher pilotate dal premier, proprio come aveva chiesto l’ex leader di An? E qual è il segreto della calma olimpica che il presidente della Camera ostenta proprio mentre il premier lo minaccia (a mezzo stampa) di espulsione o tenta di sottrargli, con una campagna meticolosa di “convincimento”, alcuni dei suoi seguaci? Da quel che si dice a Montecitorio il carattere algido della terza carica dello Stato non è una spiegazione sufficiente. La spiegazione del mistero va piuttosto cercata nelle regole che stanno alla base della nascita del Pdl, cioè in quelli che potrebbero essere definiti gli “accordi prematrimoniali” tra Silvio e Gianfranco. Sono intese contenute nell’atto costitutivo del Pdl, depositato il 27 febbraio 2008 presso il notaio di Civitavecchia Paolo Becchetti. Un testo che i finiani considerano una sorta di assicurazione sulla vita. Per diversi motivi. Perché è il documento nel quale si evince che Berlusconi e Fini sono “fondatore” e “cofondatore”, anche se nel testo sono indicati come “presidente” e “vicepresidente” (quest’ultima carica poi è scomparsa nello statuto, ma gli uomini del presidente della Camera la considerano comunque valida ai fini dell’articolato depositato dal notaio). E perché, come richiamato anche nella sesta norma transitoria dello statuto vigente del partito, fino allo svolgimento del secondo congresso resta valido (per le candidature e per la presenza all’interno degli organi statutari) il principio di ripartizione del 70% a Forza Italia e del 30% ad An. Inoltre l’”accordo prematrimoniale” individua i rappresentanti legali del Pdl nelle persone di Rita Marino, la fedelissima e principale collaboratrice politica di Fini, e Sestino Giacomoni. E stabilisce che l’associazione potrà essere sciolta per volontà unanime degli associati. E che, in caso di scioglimento, il simbolo non potrà essere oggetto di uso da parte di nessuno degli associati (nemmeno se si chiama Silvio Berlusconi) a meno che tutti non si dicano d’accordo per iscritto. In definitiva, la minacciata espulsione dal Pdl non solo pare improbabile politicamente (come il caso Brancher dimostra) ma, soprattutto, è priva di fondamento dal punto di vista giuridico. Ed ecco la calma olimpica di Fini.06 luglio 2010http://www.unita.it/rubriche/lorsignori/100829- A dire il vero sono abbastanza scettica riguardo all'imminenza di una crisi di governo. Credo che Sua Emittenza, forte anche dei SUOI giornali e delle SUE televisioni (compresa quella pubblica), stia facendo la "voce grossa" per far rientrare FINI & co. nei ranghi. In fondo, è lo stesso sistema che ha adottato per ridurre al mutismo e all'inerzia la sedicente opposizione. (tranne l'IDV, s'intende) Ha sbraitato da tutte le parti, in tutte le salse che l'opposizione è pregna d'odio (lo si dice continuamente anche qui); che l'opposizione non è dialogante (volendo significare che l'opposizione si oppone! ohibò!); che i magistrati e i giornalisti sono tutti comunisti (ma dove li vede tutti 'sti comunisti, poi????) etc etc in questo modo, è riuscito a convincere tutti (non solo i suoi elettori, bensì anche TUTTI gli altri), che per essere "riconosciuti" da questo governo, l'opposizione deve seguire le regole dettate dal governo di maggioranza! Un assurdo apocalittico!
- I governi tecnici, per il ricordo che ne ho, non sono una gran trovata. Pessimo fu quello di Amato, appena decente quello di Dini. Le "larghe intese".......sarò malpensante, eccessivamente diffidente, ma....mi sanno di "inciucio". E poi...con chi la si farebbe questa larga intesa? Ad esempio, leggo che "lo scrutatore non votante", sarebbe favorevole alle larghe intese, ma senza IDV....sarebbe favorevole ad una coalizione, ma non con quell'ammasso che era l'ULIVO dell'altra volta, ma non è disponibile ad essere utilizzato da Berlusconi. Francamente, ho rinunciato a cercare di capire cosa ha in mente quest'uomo. Forse nemmeno lui ha deciso cosa fare da grande.Mi piacerebbe poter modificare la legge elettorale prima delle votazioni. Non so se in queste condizioni vi si riuscirebbe.
- Detto tra noi, considerato che il governo NON sta per cadere, e che continuerà a lavorare ad personam, ad aziendam, etc etc.....lasciamoli fare....nel senso: NON stiamo a discutere, ad esempio, sugli emendamenti di leggi del cavolo, che vanno respinte e basta. Le approvano? Bene: poi vedremo se saranno costituzionalmente legittime. Continueranno a farsi gli affari propri, mentre la crisi economica sarà sempre più devastante. E La Lega sarà sempre più deludente agli occhi dei suoi. Continueranno con l'opera di delegittimazione di tutte le più alte cariche dello Stato. (Ora è la volta del buon Napolitano: nemmeno la gratitudine per tutte le firme che avrebbe potute evitare!!!!!!) Ma davvero crediamo che il popolo italiano sia così maledettamente OTTUSO da non vedere? Da non avvertire le difficoltà (sempre più evidenti ed innegabili) della crisi? Da non rendersi conto che il premier si è tenuto fuori dai processi non per governare, ma per continuare a farsi gli affari suoi? Vogiamo dare un pò più di fiducia agli itailani? Alla capacità di "aprire gli occhi"??? C'era una volta Berlusconi con un 40% (ho arrotondato MOLTO per eccesso, sommando lega e AN), ma....oggi? Ma davvero vogliamo credere ai sondaggi di mediaset?
- In tutto questo, mentre loro continueranno a farsi del male da soli, NOI cominciamo a mettere mano ad un vero programma alternativo, con compagni di viaggio credibili. Senza sconti, e senza turarsi il naso. Ad esempio, in questa fase di grave decadimento etico e giuridico mi preoccupererei soprattutto della "trasparenza" di eventuali candidati da proporre.
Infine, cercando un accordo il più possibile condiviso da TUTTI, puntare su un leader CAPACE e sostenerlo TUTTI assieme. Senza se e senza ma. Senza coltellate alle spalle.